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10/11/2009 - Pd, tutti uniti contro la Finanziaria - Consiglieri e parlamentari: «Proporremo una contromanovra»

Pd, tutti uniti contro la Finanziaria - Consiglieri e parlamentari: «Proporremo una contromanovra»  Sulla Finanziaria regionale, nel Pd, sono tutti d'accordo: peccato per loro che non accadesse quando erano maggioranza, ed era il centrosinistra a dover proporre la manovra, ma meglio tardi che mai. Il nuovo corso del partito punta a superare le divisioni interne, e il segretario Silvio Lai sa che il modo migliore è parlare del centrodestra: la riunione dei parlamentari e dei consiglieri regionali (più il presidente dell'Unione delle Province, Roberto Deriu) si sintonizza così su toni di critica corale al piano regionale di sviluppo e alla Finanziaria 2010, proposti dalla Giunta Cappellacci.
Il Pd studierà una sua contromanovra, e all'orizzonte si intravedono gli «stati generali del cambiamento», idea di Lai che sembra incontrare il favore dello stato maggiore del partito. Come anche la proposta del segretario di non fare dell'incontro di ieri un atto unico, ma di ripetere il confronto tra le rappresentanze del Pd nelle istituzioni.
IL DIBATTITO Sia chiaro, Roma non fu costruita in un giorno e anche per l'unità interna al Pd, viste le premesse, il cantiere resterà aperto a lungo. Attorno al tavolo di via Emilia, a Cagliari, non sono mancate distinzioni che riecheggiavano vecchi schemi: chi vorrebbe fare opposizione rivendicando i risultati della Giunta Soru, e chi ormai con sempre meno remore pronuncia la parola «discontinuità». Ma non è stato questo il cuore dell'incontro.
E non solo per l'assenza dello stesso Soru (e di Francesca Barracciu e Gianvalerio Sanna: ma, pare, non per una strategia comune). Le questioni economiche erano l'unico punto all'ordine del giorno, e le relazioni del capogruppo in Consiglio regionale e di Franco Sabatini hanno subito squadernato le pecche delle misure elaborate dalla Giunta in carica. A partire dal mancato adeguamento del fondo enti locali.
La prima richiesta è un sistema di welfare regionale: cioè sostegni al reddito di chi perde il lavoro per effetto della crisi. «Nel programma regionale di sviluppo - ha sintetizzato alla fine Silvio Lai - non emerge una strategia di sviluppo né nuova né coraggiosa. E neppure un vero piano di rilancio dei settori produttivi. Il Pd lavora da subito per una proposta progettuale alternativa».
L'attacco al centrodestra non esclude, comunque, la possibilità di sostenere ogni iniziativa in favore dello sviluppo. Anche se provenienti dalla Giunta: è stato Arturo Parisi il primo a ricordare che, se si critica il centrodestra sardo perché non alza la voce col Governo, si dovrà però essere disponibili a eventuali mobilitazioni unitarie (come sulla chimica, a luglio). «Il Pd sta con chi difende gli interessi dell'Isola», ha concordato Lai: solo che «finora abbiamo assistito a un atteggiamento subalterno dell'esecutivo regionale nei confronti del Governo».
LE REAZIONI «Un incontro molto utile, c'era l'esigenza di coordinare l'azione del partito nelle varie istituzioni», è il commento di Mario Bruno. È d'accordo Giampaolo Diana, ex avversario di Lai nella corsa alla segreteria: «Vedo un clima interessante, un partito che ha voglia di misurarsi sui temi concreti».
Le reazioni di due esponenti delle minoranze interne confermano che l'atmosfera, almeno nell'immediato dopo-primarie, volge verso una gestione unitaria del Pd. Nei giorni scorsi Lai ha avuto due faccia a faccia con lo stesso Diana e con Francesca Barracciu, l'altra sua avversaria alle primarie: si sta discutendo proprio della possibilità di arrivare a responsabilità condivise nella segreteria, che sarà formata nelle prossime settimane da Lai.
Rientra in questo quadro la questione del capogruppo in Consiglio regionale: oggi i tre «esploratori» (Giuseppe Cuccu, Marco Espa, Luigi Lotto) inizieranno dall'uscente Bruno la consultazione dei colleghi, alla ricerca del nome più forte. Che non è escluso sia lo stesso Bruno, ma è una partita molto aperta. Venerdì, invece, ad Ala Birdi, l'assemblea regionale voterà il presidente (potrebbe essere una donna, circola il nome di Valentina Sanna) e la direzione.
GIUSEPPE MELONI