PD

21/03/2008 - Intervento di Franco Sabatini in Consiglio Regionale sulla finanziaria 2008

La finanziaria approda in aula dopo un lungo e difficile dibattito all'interno della maggioranza. La maggioranza è stata più volte accusata dall'opposizione, durante i lavori in commissione, di essere oramai giunta al capolinea, di non riuscire più a decidere, di non essere capace di trovare una sintesi sui problemi da affrontare. Credo che queste considerazioni siano smentite dai fatti. Siamo, infatti, riusciti ad approvare la manovra finanziaria. Abbiamo discusso, anche animatamente, sarebbe poco credibile negarlo, ma è altrettanto vero che siamo sempre riusciti a trovare una soluzione. Rimangono ancora oggi tutta una serie di problemi ( evidenziati anche dal collega Uras) che ci impegneranno da qui all'approvazione definitiva del testo finale. Personalmente ritengo che prima dell'inizio dei lavori di commissione sarebbe stato necessario discutere di più all'interno della maggioranza e sono convinto anche che la concertazione all'interno della maggioranza non possa avvenire con l'esame di schede riepilogative. Ma, insomma, questo è un argomento di cui abbiamo avuto modo di parlare più volte e cioè la necessità di una maggiore concertazione e di una maggiore condivisione.
È questa carenza di dibattito, che qualche volta caratterizza questa maggioranza, a provocare dissensi al suo interno. Anche il numero forse esagerato di emendamenti ha causato una lunga serie di discussioni che comunque si sono rese necessarie a causa della necessità di sviluppare ulteriormente il discorso e al fine di recuperare ciò che si è perso con un lavoro preparatorio troppo frettoloso: in realtà l'esperienza ci insegna che cercando di forzare i tempi si rischia di perdere più tempo. Dobbiamo anche sottolineare che l'origine di queste discussioni è nata anche dal fatto che la massa della manovra è cresciuta. Infatti il rapporto delle spese obbligatorie sulle entrate regionali è in questi anni in progressivo miglioramento. Questo ci ha consentito di parlare dell'aumento dei trasferimenti finanziari ai comuni e alle province, di incrementare le politiche attive del lavoro, di dedicare più attenzione nei confronti di fasce più deboli, di intervenire con più risorse per la scuola o l'università e così i tanti interventi che sono contenuti in questa finanziaria. Pur non essendo esaurita la politica di risanamento e del disavanzo di bilancio siamo davanti ad un risultato importantissimo: nel 2008 le spese correnti si sono ulteriormente ridotte, mentre nel 2004 erano pari al 98,2%, nel 2008 sono calate al 71,7 con il conseguente aumento delle entrate pari al 43%. Questa manovra finanziaria del 2008 prosegue nel cammino tracciato dalle precedenti finanziarie, in linea con il programma che la coalizione che governa questa regione si è dato e con cui si è presentata davanti agli elettori. Essa prosegue nella promozione di una più attenta politica dell'ambiente e delle politiche per lo sviluppo, gli interventi sull'istruzione e la cultura, l'incremento delle risorse per le politiche del lavoro. La legge 11 del 2006 ha introdotto nuovi strumenti di programmazione: il Programma regionale di Sviluppo che dovrebbe darci una prospettiva di medio termine sulla programmazione delle politiche da promuovere, e il Documento Annuale di Programmazione Economico Finanziario che aggiorna il PRS e dovrebbe relazionare sullo stato degli interventi previsti.
Bisogna rilevare che anche la Commissione Bilancio , nella preoccupazione pur fondata di affrontare i tempi di approvazione della manovra, ha tralasciato l'approfondimento dei documenti di programmazione. Si afferma, da sempre, che la legge finanziaria, di per se stessa, non è deputata a risolvere tutti i problemi se non viene inserita in un contesto più generale, ma spesso il contesto generale passa in secondo ordine. La legge finanziaria dovrebbe essere lo strumento con cui si da gambe ad una programmazione di più ampio respiro e in cui si delineano con chiarezza e precisione le scelte fondamentali e generali. Corriamo invece il rischio di fare il contrario e cioè che la legge finanziaria contenga azioni e programmi per l'immediato che non siano coerenti con la programmazione generale. La mia vuole essere una critica costruttiva, infatti, credo che siano stati fatti sostanziali passi in avanti non solo con la revisione della legge di contabilità e con il ciclo unico di programmazione, ma anche con la verifica dei programmi messi in campo e con una puntuale analisi dei risultati prodotti. La mia preoccupazione nasce dal fatto che da un documento annuale di programmazione economica finanziaria emerge la realtà di un contesto socio- economico che, se da un lato evidenzia alcuni segnali di ripresa, dall'altro si caratterizza per uno stato di incertezza. Infatti alcuni indicatori economici segnalano un periodo di stasi. Mi riferisco in modo particolare ai dati ISTAT sui conti economici territoriali consolidati nell'ottobre del 2007. Tutto ciò risente, naturalmente, dei fattori e delle condizioni determinate dal contesto nazionale e internazionale dove in realtà in alcuni casi, possiamo rilevare un posizionamento della Sardegna che denota aspetti positivi per il futuro. Tuttavia, credo che tutto ciò debba essere oggetto di una più ampia e approfondita riflessione.
In questi anni sono state approvate numerose e importanti riforme, abbiamo risanato il bilancio e, con la positiva conclusione della vertenza sulle entrate, abbiamo la possibilità di utilizzare importanti risorse; sono stati avviati interventi nei diversi comparti economici: da tutto ciò ci si attende un rafforzamento dell'economica, dello sviluppo e dell'occupazione, un consolidamento dei dati sulla crescita. Siamo, però, consapevoli che rimane un tema irrisolto da cui discende la lentezza con cui i fondi stanziati vengono spesi. Il problema della riforma della pubblica amministrazione anima il dibattito politico, anche di queste settimane. Si tratta di un problema che interessa l'intero paese e anche per quanto riguarda la Sardegna si tratta di un problema che ricorre costantemente in tutta la storia della nostra autonomia, a partire da tutte le analisi fatte sul piano di rinascita così come si è evoluto nella storia della nostra regione. Ogni migliore legge, ogni migliore programma di attività, stanziamento e intervento viene rese del tutto inutile da un processo di attuazione infinitamente lento. Nei documenti allegati al bilancio si tracciano delle ipotesi di soluzione e interventi finalizzati a migliorare la capacità di spesa. La stessa finanziaria contiene alcune norme tese a snellire le procedure amministrative. Il governo regionale, lo voglio ricordare, ha all'esame un disegno di legge di riforma della struttura organizzativa della regione. Questo testo andrebbe approvato al più presto. Su questo tema è necessario da parte di tutti, nell'interesse di tutti i cittadini, porre la massima attenzione.Credo che oggi la vera sfida stia nella capacità di costruire una pubblica amministrazione moderna, efficiente, capace di dare risposte ai cittadini, capace di concretizzare i programmi, anche i tanti buoni programmi contenuti in questa finanziaria.