Mi chiedevo nei giorni scorsi se nell'intervenire in questo dibattito fosse meglio partire dalle cose fatte o guardare alle cose da fare, partire dal passato o guardare al futuro. Parliamo di linee programmatiche ed è naturale parlare delle politiche da mettere in campo. Tuttavia i due aspetti si integrano e succede che un programma è più o meno facilitato dalle condizioni date, le azioni del passato vanno ad incidere sulle cose future.E' innanzitutto necessario prendere atto di una crisi economica di livello globale e di proporzioni preoccupanti che colpisce tutti i Paesi del mondo, non meno la Sardegna , dove in modo particolare il comparto industriale vive momenti davvero drammatici, ogni giorno si apprende di un nuovo stabilimento in difficoltà, soprattutto nella commercializzazione dei prodotti, nelle difficoltà contingenti del mercato .E' un tema questo che vede la Comunità Economica Europea , gli Stati Uniti d'America, ma anche i singoli Paesi sino ad arrivare alle amministrazioni delle nostre città, alle amministrazioni provinciali, adoperarsi al fine di approvare degli interventi a sostegno dell'economia, delle imprese in difficoltà, delle fasce sociali più deboli. Dovrà vedere questo consiglio, la sua Giunta , Presidente, fortemente impegnati, già a partire dalla prossima finanziaria.L'istituzione del Fondo per la Non-Autosufficienza , approvato con le leggi finanziarie del 2007 e 2008, è stato a mio parere un segnale importante di attenzione alle famiglie più in difficoltà, alle persone disabili, ai disoccupati.Bisognerà porre ancora più attenzione perché le difficoltà che si registrano anche nella nostra società sarda sono numerose.Vi sono poi delle condizioni di vantaggio.La prima è quella di avere a disposizione un bilancio che in questi anni ha visto il disavanzo fortemente ridotto; un bilancio che a partire dal 2010 avrà a disposizione 1500 milioni di Euro in più.La seconda condizione di vantaggio sta nella disponibilità dei fondi strutturali per la programmazione 2007-2013 e dei fondi per le aree sottosviluppate. La terza sta nella disponibilità delle risorse contenute nel programma di sviluppo rurale che ammontano a circa 1200 milioni di Euro. Sono strumenti importanti con imponenti quantità di risorse disponibili, con cui potranno essere varate nel breve e lungo periodo misure di intervento nei vari comparti dell'economia isolana. Il momento, vista la crisi economica in atto, non è dei più facili, ma è anche vero che questa Regione ha a sua disposizione strumenti e risorse importanti per potervi fare fronte. Mi chiedo allora quale può essere il contributo che la minoranza può dare al fine di spendere bene queste risorse? Al fine di contribuire a migliorare i provvedimenti legislativi? Presidente lei ci richiama a superare una prassi politica fatta di sterili contrapposizioni, ci invita ad un confronto positivo: credo che ciascuno di noi sia pronto a raccogliere il suo invito, ma deve essere chiaro che tutto ciò parte innanzitutto dal riconoscere le tante cose fatte nella precedente legislatura, i progetti di riforma realizzati ed avviati, i provvedimenti approvati, i tanti programmi che si sono concretizzati in questi anni. E' giusto dire che sono preoccupanti i dati sul nostro capitale umano, che abbiamo ancora un basso numero di laureati, come è giusto ricordare che finalmente è stata riconosciuto il principio dell'autonomia scolastica trasferendo importanti risorse agli istituti scolastici sardi come mai era avvenuto in precedenza, che sono stati finanziati gli assegni di merito, i contributi per il fitto-casa, il piano per l'edilizia scolastica. E' giusto dire che il sistema aeroportuale non abbia dispiegato tutte le proprie potenzialità, ma è anche vero che la nuova continuità territoriale rappresenta un grande passo in avanti e che i voli low-cost hanno avuto un imponente incremento, oggi la Sardegna è collegata, attraverso voli diretti, con più di 50 città italiane ed europee. Come molto è stato fatto nel trasporto pubblico locale in termini di investimenti, oltre ad averne approvato la sua riforma che sta trovando in questi mesi piena attuazione. credo non si possa non riconoscere lo stato di forte avanzamento del piano per il superamento del divario digitale, la banda larga sarà disponibile su tutto il territorio regionale entro il 2009. Sulle infrastrutture esiste un piano che stanzia 4 miliardi di opere pubbliche, certo bisogna intervenire perché si riducano drasticamente i tempi della burocrazia, si acceleri la spesa, si semplifichi la macchina amministrativa. Temi che abbiamo avuto modo di discutere a lungo nella passata legislatura e che mi pare non siano di facile soluzione, e su cui sarà necessaria una maggiore determinazione. Insomma, non voglio qui continuare in un elenco che potrebbe essere ancora lungo, e allo stesso tempo abbiamo tutti ben presente che tanto rimane ancora da fare, che molti sono i problemi irrisolti; voglio però sottolineare il fatto che inaugurare una nuova stagione della politica sarda significa innanzitutto riconoscersi, e pur nella diversità di visione politica si debba avere la capacità di leggere con onesta, senza pregiudizi, le situazioni, i dati, ciò che si è fatto in questi anni. Vi è, certamente, una netta differenza di impostazione, vi sono due visioni diverse di società, eppure ho la piena consapevolezza che in momenti come questi è necessario ricercare attraverso un maggior dialogo, il massimo delle convergenze possibili, troppe sono le famiglie che vivono in uno stato di disagio, troppi i posti di lavoro a rischio e tutti dobbiamo sentirci responsabilmente impegnati a ricercare nell'immediato risposte concrete, assolutamente necessarie alla nostra società. Presidente, come opposizione valuteremo attentamente la vostra azione di governo, molti dei temi elencati nel suo programma erano ben sviluppati nei documenti di programmazione che hanno accompagnato i bilanci regionali degli ultimi anni, noi saremo attenti, a partire dalla prossima finanziaria, che ci vedrà impegnati già dalle prossime settimane, al dispiegarsi della vostra attività politica, pronti a raccogliere le vostre proposte anche attraverso un contributo attivo, che migliori i programmi , ma anche attraverso l'elaborazione di nuove proposte: su tutto vi chiederemo un confronto, la disponibilità a poter discutere, ed è lì che aldilà delle enunciazioni misureremo la reale volontà a volervi confrontare. Presidente noi accettiamo la sfida, accettiamo il suo invito: le assicuro saremo un'opposizione che si caratterizzerà per un atteggiamento aperto al dialogo e al confronto, faccia anche lei la sua parte.