PD

20/05/2009 - Intervento in aula di Franco Sabatini sul programma di legislatura del Presidente della Regione

Due, mi pare, siano le questioni che oggi dobbiamo porre in risalto, una legata in modo stretto allo spostamento del G8 dalla Maddalena alla Città dell'Aquila, l'altro riguarda le modalità, gli atteggiamenti, le decisioni con cui si vuole affrontare il confronto con lo Stato. Infatti, il gravissimo atto che è stato posto in atto, ai danni della cittadinanza della Maddalena ma anche di tutti i sardi, dal Governo Nazionale, non può farci dimenticare una situazione più complessa che attengono al rispetto dei diritti di questa regione e dei cittadini che la abitano, alcuni temi abbiamo avuto modo di affrontarli già nella sessione di bilancio.
Riguardo lo spostamento del G8, credo sia sbagliato attardarsi in una discussione che contrappone maggioranza e opposizione, nel dimostrare se l'aver scelto un'altra sede per il G8 abbia o meno danneggiato la nostra Regione. Credo che tutti abbiamo il dovere di riconoscere un grave danno per la nostra isola, la concretizzazione di una idea più volte manifestata da parte del Governo, compiuta tra l'altro in modo irrispettoso di quanto previsto nel nostro statuto. Tutto ciò toglie alla Sardegna una grande possibilità di promuoversi, mette a rischio il progetto complessivo, blocca numerose opere pubbliche nel territorio, danneggia gli imprenditori che avevano programmato ed investito tenendo conto di questo grande evento che è il G8. E' una decisione passata sopra la testa della Regione e di tutti i Sardi che danneggia pesantemente la nostra Regione: un fatto grave, prendiamone atto.
Oggi non ci rimane che ricorrere ai ripari! Non ci rimane che chiedere con forza il mantenimento degli impegni assunti dal Governo che riguardano il completamento delle opere previste per il G8 e di tutte le opere programmate a supporto del G8, unitamente a questo vanno chiesti i giusti risarcimenti per gli imprenditori che ad esempio hanno avuto prenotazioni per i servizi alberghieri, turistici e di affitto effettuati nel territorio della Sardegna. A tal fine non sono sufficienti gli impegni verbali, anche perché, per fare solo un esempio, quante volte siamo stati rassicurati sulla Sassari-Olbia per poi essere puntualmente smentiti. L'ultima è la dichiarazione rilasciata dal Presidente dell'ANAS che ha detto in modo chiaro del non esistere priorità sulla statale 597/199.
Questi impegni vanno trasformati in legge, determinandone con chiarezza gli obbiettivi e allo stesso tempo gli impegni finanziari di stanziamento.
Io voglio solo ricordargli questi impegni:
• realizzazione della SS 597/199 Sassari Olbia
• intervento sulla SS 125/133 Olbia-Arzachena
• SS 125/133 Olbia-San Teodoro
• Riassetto funzionale del collettore fognario costiero
• Gli interventi sulla portualità turistica
• Interventi sui diversi usi degli specchi d'acqua di Cala Gavetta a Punta Chiara e la sistemazione del corrispondente lungomare
• Il potenziamento delle adduzioni di acqua grezza e potabile del sistema di accumulo e distribuzione.
Vi è un'opportunità di trasferire questi impegni in legge, è infatti in discussione al Senato la conversione in legge del decreto-legge del 28 aprile del 2009 che oltre a prevedere gli interventi urgenti in favore delle popolazioni colpite dagli eventi sismici dell'Abruzzo, prevede all'art.17 lo spostamento del g8, a questo articolo il Partito Democratico al Senato ha presentato una serie di emendamenti tesi non solo a confermare tutti gli stanziamenti finalizzati alla realizzazione delle opere previste, ma anche per il mantenimento degli effetti derivanti dalle ordinanze prodotte dal Presidente del Consiglio dei Ministri, il che significa che i lavori si realizzeranno mantenendo le procedure semplificate. Ma non solo, mentre il decreto legge prevede la rinegoziazione degli appalti con le società vincitrici, con la possibilità, nel caso in cui non si arrivi ad un accordo, di ridurre del 50% gli importi pattuiti originariamente i corrispettivi per le prestazioni, uno di questi emende manti prevede la riduzione ad un massimo del 5%.
Inoltre nell'emendamento presentato all'art.17 comma 1 si prevede come sede del g8 limitatamente al tema dell'ambiente la citta di La Maddalena , da tenersi entro la conclusione della Presidenza Italiana del G8. Mentre dopo il comma 4 si chiede di aggiungere un nuovo comma che prevede il rimborso fino al 50% per ogni singola prenotazione avvenuta in occasione del g8 presso i servizi alberghieri, turistici e di affitto.
Questo bisogna chiedere al Governo Nazionale , che i buoni propositi siano scritti in legge. Credo che solo così si possa metter fine ad un susseguirsi di impegni, dichiarazioni, comunicati stampa, che spesso si contraddicono, e qualche volta addirittura si smentiscono.

Ma oggi un susseguirsi di atti posti in essere dall'attuale Governo, preoccupano tutti noi, preoccupano i Sardi. Dopo il G8, saltano i fondi per le bonifiche del Sulcis, sulla crisi industriale e in particolare sulla Chimica le promesse vengono puntualmente disattese, cadono le certezze sui fondi per le aree sottoutilizzate, vengono messi in dubbio le conquiste fatte con la riscrittura dell'art.8 dello statuto, si paventa l'ipotesi di situare le centrali nucleari in Sardegna. Noi come opposizione reagiremo con forza a tutto ciò, chiederemo il coinvolgimento delle forze sociali, del mondo delle associazioni, di tutti i partiti,della Chiesa Sarda, dei sardi. Fu cosi a Roma in occasione della manifestazione della vertenza sulle entrate. Ma vorremo capire quali sono le sue intenzioni Presidente, quale è l'atteggiamento che lei vuole adottare. Sappiamo che vi sono partiti che niente hanno a che fare con l'attuale maggioranza che Governa il nostro Paese: I riformatori, l'UDC, il Partito Sardo D'azione. Sappiamo benissimo anche come il Presidente del Consiglio ha condotto in prima persona la vostra campagna elettorale, e come questo metta oggi in seria difficoltà il Presidente della Regione e la sua Giunta. Ma oggi vi è da difendere qualcosa di più alto, di molto più importante dei nostri rispettivi partiti, dei nostri buoni rapporti con i rispettivi Partiti a livello nazionale, delle nostre alleanze.

Oggi è chiesto a ciascuno di noi, a questa assemblea, di andare oltre e ritrovando l'unità, porre con forza nel confronto con lo Stato i temi dello sviluppo economico sociale e culturale della Sardegna.

Il fondamento di una vera politica di contestazione è sempre unitario, ma non solo essa implica una mobilitazione dal basso, perché nel confronto stato-Regione, tenuto conto dei problemi posti, essa è legata sempre ad una speranza di rinascita. Non si tratta di rivendicare, magari qualche finanziamento in più, o il salvataggio di qualche stabilimento, qualche opera pubblica magari rilevante, ma di porre in discussioni le SCELTE GENERALI , mettendo in discussione i principi ispiratori, i criteri di massima, le questioni di fondo. Insomma non questioni marginali , ma fondamentali, strutturali.

Non si possono riconoscere i tanti sforzi, di tanti uomini politici, presidenti di Regione, che bene hanno lavorato nel passato: nonostante ciò rimane un divario insopportabile tra le Regioni del Sud e quelle del Nord, è sempre più evidente un'Italia che viaggia a due velocità.

Il senso della politica di coesione della Comunità Economica Europea aveva questo come scopo, quello di superare le differenze, e infatti Paesi come La Germania o la Spagna sono riusciti nell'intento, non si capisce come regioni tipo l'Andalusia o la Sassonia hanno recuperato terreno mentre invece la Sicilia , La Campania , la Sardegna sono rimaste al palo. La risposta è semplice il nostro Paese ha usato in modo distorto i fondi strutturali. Ecco perché raccolgo molte delle affermazioni fatte da molti colleghi nel dibattito di ieri, ecco perché sono davvero convinto che va ripreso il concetto di politica contestativa, e porre allo Stato le questioni di fondo, importanti.

Qualcuno chiedeva all'opposizione di accettare la proposta di un impegno unitario su questo versante, la Maggioranza , il Presidente di questa Giunta si liberino di timori riverenziali, credo che troveranno tutta l'opposizione pronta.