“Il Governo insiste su una scelta sbagliata che però vuole nascondere agli elettori. Con il provvedimento approvato oggi si confermano tutti i limiti del nucleare di Berlusconi: un forte impegno dello Stato che stravolge il mercato elettrico, fino a prevedere una campagna di propaganda pro-nucleare; espropriazione dei territori e delle regioni sulla scelta dei siti, tema su cui lo stesso Consiglio di Stato ha espresso un parere critico e su cui si attende la decisione della Corte Costituzionale per il ricorso presentato dalle regioni contrarie al nucleare; aumento dei costi dell’energia che ricadrebbero proprio sulle tasche degli italiani, che già oggi ogni anno pagano 400 milioni di euro sulle bollette elettriche per smaltire le scorie del vecchio nucleare. Una scelta, in tutto e per tutto, contraria alle logiche del mercato tanto che per far stare in piedi il conto economico dell’impresa nucleare si fissa per un lungo periodo un prezzo bloccato per il Kilowattora nucleare. L’opposto di una tariffa inferiore all’attuale e contrario all’interesse dei cittadini”, lo afferma Ermete Realacci, responsabile green economy del PD, commentando l’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri del decreto legislativo sul nucleare.
“E ora di finirla con le bugie agli italiani”, prosegue Realacci. “Berlusconi dica la verità sul nucleare a cominciare da dove intende costruire le nuove centrali. I criteri di base per localizzare un sito sono noti a tutti, per primi ai soggetti interessati alla realizzazione degli impianti. Il Governo in realtà vuole superare le elezioni regionali, negando ai cittadini, la possibilità di fare di questo un punto di valutazione dei candidati in lizza.”
“Il Partito Democratico si impegnerà per svelare questo inganno”, conclude Realacci. “I cittadini hanno bisogno di trasparenza e di scelte che badino ai loro interessi perché soprattutto in un momento di crisi è necessario puntare su misure che danno risultati a breve termine, sostengono e rendono più competitiva l’economia e l’aumento occupazionale. Per il nostro paese questo vuol dire puntare sul risparmio e l’efficienza energetica, sul recupero energetico del patrimonio edilizio esistente, sul ricambio dei beni durevoli più energivori, sulle fonti rinnovabili,”.
Fonte: http://www.ermeterealacci.it/
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