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06/02/2010 - Intervento in aula dopo le dichiarazioni del Presidente della Regione sulla crisi industriale in Sardegna

Intervento in aula dopo le dichiarazioni del Presidente della Regione sulla crisi industriale in Sardegna

di Franco Sabatini

Intervento in aula dopo le dichiarazioni del Presidente della Regione sulla crisi industriale in Sardegna
Presidente Cappellacci,
solitamente è buona regola in politica non svelare mai le proprie mosse. Sperando di non urtare la sensibilità di qualche mio collega di partito gliene svelerò alcune.
C’è una discussione all’interno del centro-sinistra, che tende a rispondere ad una domanda: Quale è il tipo di opposizione che dobbiamo adottare?
E’ forse, mi domando, quella che adottava spesso la sua parte politica nella scorsa legislatura, quando si usavano toni durissimi su tutto, spesso anche sul nulla, si ricordava continuamente l’assenza del Presidente della Regione, non si dava atto mai di nessun risultato, raramente l’opposizione di allora si apriva ad un confronto vero sulle cose. Opposizione dura, durissima, strumentale e fine a se stessa.
E’ stato quello il motivo della vostra vittoria elettorale?
E se noi adottassimo oggi quel modo di fare opposizione ci assicureremo la vittoria alle prossime elezioni regionali?
Io credo di no.
E credo che se anche fosse vero non potrebbe essere il motivo del nostro “ agire politico “.
Io credo molto nel senso della responsabilità che spetta a ciascuno di noi, ai nostri rispettivi partiti, alla maggioranza come all’opposizione.
Lo so, responsabilità, è una parola abusata e spesso persino fraintesa.
Ma continuo a credere che sia l’atteggiamento più giusto.
Ma proprio in nome di questa responsabilità che non posso, Presidente, tacerle alcune sue gravi inadempienze, sue della sua Giunta, della Maggioranza, del suo governo “ amico “, suo amico ma non dei sardi, e lei di questo dovrebbe cominciare a rendersene conto.
Ma andrei per gradi.
In questi primi mesi del suo governo, questo Consiglio ha approvato diversi ordini del giorno, sull’occupazione, sulla crisi industriale, sulla scuola, sul patto di stabilità, sul federalismo fiscale, con un’ampia condivisione, di cui molti all’unanimità.
Abbiamo evitato in sede di manovra finanziaria di ostacolare la rapida approvazione della legge finanziaria e di bilancio.
Abbiamo consentito per decine di volte che si svolgessero i lavori delle commissioni garantendo il numero legale.
Unitamente a tutto ciò, in coerenza con gli ordini del giorno approvati, abbiamo chiesto ripetutamente di aprire una vertenza Sardegna con lo Stato, una vertenza forte con lo Stato, coinvolgendo l’intero consiglio, i Partiti politici, le forze sociali, le associazioni di categoria.
Certo la vertenza con lo Stato non si apre dicendo come lei ha detto che lo Sciopero Generale di domani potrà essere un’opportunità per i Sardi.
Il rischio è che succeda il contrario, che quella manifestazione si trasformi nell’ennesima beffa per i sardi, per tanta gente che sfilerà qui a Cagliari e che dovrà prendere atto ancora una volta, dell’incapacità del Governo Regionale di porsi con autorevolezza, determinazione e anche con tutta la durezza necessaria nei confronti di un Governo Nazionale che in questi mesi ha pugnalato ripetutamente la nostra terra.
Vede Presidente, lo capiamo tutti, siamo in un momento difficile, una crisi difficile, gravissima, ed è per questo che faccio un richiamo al senso di responsabilità.
Ma il problema è che dentro questa crisi che colpisce l’intero Paese, la nostra Regione è quella che ne patisce di più, siamo oramai sulla cronaca nazionale quotidianamente, e che nonostante ciò questo “ governo amico “ continua a trascurarci e calpestarci.
E mentre succede tutto questo vediamo in questo consiglio una maggioranza impegnata più a difendere le posizioni di potere che ad interessarsi ai problemi reali dei cittadini.
Perché chi può negare che i cosi detti “ dissidenti “ della PDL, contestino a Lei Presidente della Giunta e a Lei Presidente del Consiglio una maniera non troppo democratica di gestione del potere?
O forse non è vero che le varie assemblee territoriali, organizzate da parte della sua maggioranza tendono a mettere in luce una scarsa propensione a distribuire le risorse nei vari territori della nostra isola?
Ciò significa una cosa sola, che mentre perdiamo tutte le più importanti vertenze con lo Stato, quelle che segneranno il futuro della Sardegna, quelle sulla chimica e sull’industria, sulla scuola, sui fondi FAS, sui trasporti e sulle infrastrutture, mentre il tema del federalismo fiscale ci sta passando sulla testa senza che questo consiglio se ne accorga: Questa maggioranza cosa fa, si occupa di altro, si occupa di spartizione del potere. Persino quelle poche leggi che abbiamo approvato lo dimostrano, il piano casa, quella pseudo riforma sanitaria, persino la legge sugli oratori.
Abbiamo perso le vertenze importanti e sono state disattese tutte quelle promesse populiste fatte dal capo del governo alla nostra Sardegna.
Non voglio entrare nel merito noi dell’opposizione lo abbiamo denunciato ripetutamente, ne abbiamo parlato diffusamente. Ma la situazione è preoccupante, ad esempio dopo tutti i proclami sui fondi FAS, siamo ridotti ad avere una minima parte, neanche tutto, solo 162 milioni di Euro, dello stanziamento per la Sassari - Olbia, ma lei presidente dice l’importante e partire. Una frase che ho sentito in Ogliastra, frequentavo allora le superiori, e fu organizzata un’assemblea, dal tema “ nuova viabilità “, e un politico di allora, ricordo, ci disse riguardo alla nuova ss 125: l’importante e partire. Sono passati 30 anni, la nuova 125 la attendiamo ancora.

Presidente lei oggi ha riferito delle vicende riguardanti le ultime crisi Industriali, domani le chiederemo di riferire su altre o magari su altri problemi, la Sardegna è in un momento di estrema difficoltà, a soffrirne maggiormente sono le fasce più deboli della popolazione, sono le piccole e medie imprese, quelle sarde.
Cosa intende fare, vuole continuare su questa strada? Con questo ritmo? Vuole continuare di questo passo? Raccogliendo questi risultati o non crede che si dovrebbe fare qualcosa di diverso, non crede sia necessario avere più coraggio, aprendo un confronto di altra natura con lo Stato?
Presidente noi non abbiamo visto questi risultati straordinari nei 10 mesi del suo Governo Regionale.
La Sardegna affonda, se non ci si pone rimedio, i prossimi anni saranno terribili.
Sua è e sarà la responsabilità.

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