Cagliari, 13 gennaio 2010 – E’ stata approvata ieri sera dal Consiglio Regionale, con votazione unanime, una legge che detta norme per la promozione della qualità e del consumo dei prodotti agricoli della Sardegna. La legge mira a dotare la nostra isola di norme tese a favorire il consumo e la commercializzazione di prodotti cosìdetti “a chilometri zero”. Il prodotto, in altri termini, percorre meno strada, non inquina e di conseguenza costa meno.
Il testo che è stato approvato dall’Aula è frutto dell’unificazione di tre distinte proposte di legge, una primo firmatario Giuseppe Cuccu, un’altra dal P.S.D’AZ. e la terza dai gruppi Comunista-La Sinistra-Rossomori e I.D.V, ha lo scopo di promuovere e sostenere l’agricoltura sarda favorendo, anche sulla base di adeguati programmi di promozione, la commercializzazione e il consumo di prodotti agricoli regionali. “Abbiamo esaminato le esperienze recenti di altri Paesi Europei, - dice l’onorevole Giuseppe Cuccu - per poi elaborare un testo che prevede misure volte a favorire un rapporto diretto tra produttori e consumatori, tagliando la lunghezza del percorso che porta i prodotti dai campi alla tavola; accorciando la filiera, infatti, - continua l’on. Cuccu – si eliminano gli intermediari e si abbattono i costi legati al trasporto dei prodotti, sia quelli che incidono sul prezzo finale, sia quelli sociali causati dall’inquinamento. Insomma – conclude Cuccu – si pone un freno al carovita, si rilancia l’economia locale e nel contempo si favorisce il consumo di prodotti più genuini”. Il consumo dei prodotti agricoli regionali è promosso innanzitutto attraverso l’incentivazione del loro utilizzo nella ristorazione collettiva pubblica e in quella privata che verrà inserita in un circuito promozionale veicolato dalla Regione. È promosso poi attraverso la previsione di appositi spazi nelle medie e grandi strutture di vendite e negli esercizi di vicinato riservati ai prodotti agricoli regionali. Inoltre, i Comuni riservano al commercio di tali prodotti il 30 per cento dei posteggi nei mercati al dettaglio in aree pubbliche e destinano delle aree apposite alla realizzazione di mercati contadini (i cosiddetti farmer markets): mercati in cui i produttori vendono direttamente i prodotti delle loro aziende agricole, come avviene da decenni in Germania e negli Stati Uniti, e dei quali qualche esperienza si è avuta di recente anche nella nostra Regione.
“Infine – conclude l’On. Cuccu - sempre con l’obiettivo di dare impulso al consumo di prodotti regionali, sono state introdotte alcune modifiche alle norme che disciplinano l’attività agrituristica, la più significativa prevede l’istituzione dell’elenco regionale dei fornitori delle aziende agrituristiche. Al fine di completare l’offerta dei prodotti non disponibili nell’azienda agrituristica si dovrà acquistare da aziende, inserite nell’elenco regionale, di produttori e trasformatori operanti nel territorio regionale”.
Una Legge che va nella direzione di combattere il caro vita, valorizzando nello stesso tempo le nostre specificità regionali, che devono essere viste come uno dei maggiori punti di forza della nostra
economia.