Questa maggioranza è un disastro ed è oramai arrivata al capolinea. Prima il richiamo del Senatore Pisanu, poi l’assemblea del centro destra ad Olbia, adesso il documento firmato da undici consiglieri regionali della PDL. Prima lo spostamento del G8, poi lo scippo dei fondi FAS, e ancora la chiusura uno dietro l’altro degli stabilimenti industriali. Un Presidente del Consiglio che non mantiene uno dico uno, degli impegni presi in campagna elettorale. Un Presidente della Giunta Regionale incapace di rappresentare il popolo sardo a Roma, dove puntualmente viene preso a schiaffi dal Capo del Governo e dai suoi Ministri.
Questa è la triste realtà!
Io ho creduto e continuo a credere sia il tempo delle riforme, ho sostenuto, insieme a tanti colleghi del centro sinistra, la necessità di abbandonare gli spazi angusti dei propri partiti di appartenenza, per avviare un confronto vero, finalizzato a riformare la nostra Regione in profondità, ritrovando l’unità dei Sardi attorni a temi come quello dello Statuto, dell’energia, della Burocrazia, del Bilancio, dei trasporti, del lavoro.
Il Sindacato lo chiede incessantemente e con forza attraverso una grande assemblea dei Sardi e lo chiede perché condivide la necessità di ripensare la nostra Autonomia.
Ma chi sono i nostri interlocutori, anzi : dove sono i nostri interlocutori? Si ci sono, li vediamo gironzolare negli anditi del Consiglio Regionale, alcuni confusi, altri demoralizzati, molti indifferenti. La Giunta e il suo Presidente assenti.
Fra tutte le cose non fatte, questa Giunta ne fa qualcuna, purtroppo la fa male. Si tratta dei tagli ai piani personalizzati previsti dalla legge 162 del 1998. Ogni piano personalizzato previsto per i disabili ha avuto un taglio di 1000 Euro, con un taglio complessivo, per i disabili in Sardegna e per le loro famiglie di 28.351.000 di Euro. Un taglio vergognoso, ignobile e privo di qualsiasi senso civile a cui come opposizione intendiamo reagire in modo forte, innanzitutto con la presentazione di una mozione da discutere in aula con urgenza.