PD

11/01/2010 - Tutti contro il Pd

Tutti contro il Pd

Con l’elezione dei segretari e delle assemblee provinciali in Sardegna si conclude la fase costitutiva del Partito Democratico
Finisce la fase costitutiva ma non termina il nostro lavoro, è necessario radicare il partito nel territorio far funzionare gli organismi a tutti i livelli, animare l’attività politica, rendere presente nell’opinione pubblica e nella nostra società il nostro partito. È necessario ed urgente studiare a fondo i temi più urgenti della nostra regione e del nostro territorio perché per troppo tempo siamo stati assenti non esprimendo posizioni chiare e comprensibili.
Rimane però una preoccupazione: nel momento in cui il nostro partito conclude il momento costitutivo, raggiunge accordi unitari, pone fine alle numerose diatribe interne, ed incomincia ad esprimere posizioni politiche, in molti esprimono un forte fastidio.
Il radicarsi di un partito che ha messo insieme forze politiche importanti nel passato, che ha anche nella fase di avvio dimostra di raccogliere forti consensi, viene visto come forza di disturbo, come forza politica che vuole prevalere sulle altre, che rifiuta il confronto, che vuole decidere da sola persino le figure apicali da candidare. Eppure la linea politica che ha vinto il congresso rappresentata a livello nazionale da Bersani e a livello regionale da Silvio Lai, pongono come base di partenza la ricostruzione della coalizione, in virtù dell’intuizione prodiana dell’Ulivo che nel passato ha visto vincere il centrosinistra.
Se queste sono le basi costitutive del nuovo Partito Democratico a tutti noi iscritti del Pd, ai suoi dirigenti, a tutte le forze del centrosinistra, non rimane che responsabilmente sedersi attorno ad un tavolo. Nei comuni nelle provincie e nelle regioni si avvii un confronto serio per costruire alleanze forti che nascono da programmi condivisi che raccolgano le istanze della società a partire dalle fasce più deboli fino ad arrivare al sistema produttivo.

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